La magia pura dell’incontro…

Di solito “scappo” in Valle del Sorbo, quando la pressione si fa troppo alta e ho bisogno di

ri-armonizzare l’interno con l’esterno miracolosamente questo accade sempre. in questa splendida cornice incantata, vivono branchi liberi di cavalli, in questa stagione ci sono molti puledri, nati in primavera, che si uniscono a quelli più grandi ed è un privilegio poter assistere ai loro scambi e ai loro giochi, la cosa meravigliosa è che appena ti affacci qui, loro ti vengono incontro curiosi di conoscere e scambiare informazioni e giochi.

E’la bellezza di una relazione incontaminata dall’uomo, la scambio è puro e non mediato da un obiettivo, da una performance, tutti pregiudizi che possono venire in mente sui cavalli e sugli animali in libertà, cadono precipitosamente di fronte all’esperienza diretta del contatto.

Certamente sono animali abituati ad incontrare l’uomo, ma non ad averci a che fare per lavoro e questo apre la relazione alla magia pura dell’incontro ogni approccio fra noi, si apre con dei riti: ci si guarda, si cerca di sentirsi per capire se anche l’altro ha lo stesso desiderio di annusare, toccare, sentire, ci si vede davvero, ci si sente in profondità e il resto è un rito dinamico di giochi e rincorse, di affermazione di se in un conoscersi gradualmente attraverso prove e tentavi, mai si perde del tutto l’attenzione all’altro e se lo si fa, ci si può aspettare o decidere di dirigersi verso altro o altri. L’energia oscilla gradualmente fra i vari gradi di emozioni ma tutto tende sempre, alla ricerca di pace ed armonia. non è uno sguardo “buonista” umano, realmente è così se si pone lo sguardo nel giusto modo, tutto ha una logica armonica che favorisce lo sviluppo e la sopravvivenza della specie, nel branco l’unione fa la forza e la sensazione è sempre quella per me, di essere all’interno di una dinamica filogenetica, in cui siamo un tutto collegato che proviene dal passato, attraversa il presente e tende all’evoluzione futura.

E’ tutto un incessante flusso che ci tiene legati, tutti, nel campo morfogenetico, stanno tentando in ogni modo a separarci, disgregarci, metterci uno contro l’altro. raccontare la solita storia dei buoni e dei cattivi, dei giusto e degli sbagliati. una storia vecchia come il mondo, una storia che non funziona più perché il mondo sta cambiando, ma cambia solo se cambiamo davvero noi, il richiamo della “foresta” spinge forte sempre, da dentro, come un urlo vuole uscire per gridare la vita contro la morte, la crescita contro l’immobilità dei vecchi schemi, la natura siamo noi, è dentro, apriamo le porte per fare uscire quest’aria pulita..vi aspetto qui, tra loro, questo è il mio umile servizio che si pone solo come un monito di ricordare di ricordare, da dove veniamo davvero.

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